La nuova rivoluzione

Siamo nella quarta rivoluzione industriale, benché questo sembra avere poca importanza per la maggior parte delle persone, ci troviamo in una situazione in cui grazie all’evoluzione della tecnologia, siamo in grado di realizzare non semplicemente macchine o robot che vanno a semplificare il lavoro dell’uomo, oggetti che interconnessi si scambiano informazioni su come il tutto attorno a loro funzioni in modo corretto e produttivo, ma siamo in grado di realizzare anche sistemi in grado di apprendere le operazioni per farle meglio e più velocemente. Non si tratta di creare un’applicazione che svolga un flusso di operazioni che il programmatore ha impostato, ma applicazioni che senza necessità di scrivere codice, imparano a svolgere le operazioni e adattarsi nel tempo.

Ma per quale motivo parliamo di questo? semplice, perché quello che sta’ avvenendo non genera nessun tipo di interesse verso chi dovrebbe preoccuparsi di questo cambiamento sopratutto perché il tutto sta avvenendo in modo molto veloce quindi succederà che le persone saranno impreparate al cambiamento radicale che stiamo affrontando.

Non facciamo gli allarmisti, nulla di questo, credo semplicemente che una maggiore diffusione del cambiamento debba essere raccontata, ma in che cosa consiste questo cambiamento…

Parliamo di sistemi di Cognitive Computing, Machine Learning e tutto quello che gira attorno a queste nuove parole, probabilmente noi le intravediamo nella semplicità del mondo che ci circonda usando BOT intelligenti che rispondono alle nostre chat, chiedendo a Siri, Cortana o Google Now di aggiungere un appuntamento in calendario o darci indicazioni o fare ricerche per noi, sono sistemi ancora in fase di crescita ma il principio è proprio quello di continuare ad apprendere in modo continuo rispetto ai nostri comportamenti e alle domande che facciamo, di questo non ci preoccupiamo, è un qualcosa di trasparente ai nostri occhi che ci semplifica la quotidianità ma di fatto non ci importa.

Esistono ad oggi sistemi più complessi basati su queste tecnologie che stanno già entrando nel mondo del lavoro, a Milano è nato il primo studio di Avvocati nel quale le pratiche e le risposte ai clienti vengono date da una macchina che è in grado di analizzare documenti, leggi e tutto il resto per dare un’elaborazione della migliore linea da seguire, stanno già provando nuove macchine che nell’ambito assicurativo sono in grado di eseguire il lavoro di un liquidatore o comunque di una persona che svolge un lavoro ripetitivo e quindi ideale da far “imparare” ad un macchina per svolgerlo in modo più sicuro e veloce, test effettuati indicano che una macchina in 16 minuti è in grado di svolgere una pratica che prima svolgevano due persone in un anno. Sembrano fantasie, ad oggi è più facile pensarla in questo modo, se tutto corre alla velocità attuale, tra cinque/sei anni, in un contesto del genere e numeri alla mano, il 90% delle persone che svolgono operazioni ripetitive, compilano documenti amministrativi, pratiche e cose di questo tipo, potrebbero essere sostituite da computer.

Certo, possiamo raccontarci che la politica non può permettere queste cose ma di fatto in un contesto di mercato competitivo, due società in campo una delle quali implementa queste nuove soluzioni e l’altra no, la prima ha certamente vantaggi non indifferenti per qualità e velocità del lavoro e questo detta certamente regole diverse alle quali la politica e non solo dovrà dare risposte.

Torneremo su questi discorsi più avanti facendo nuove considerazioni.