AI Sexual, gli innamorati del futuro

Era un po’ che volevo scrivere questo articolo, un po’ per curiosità e un po’ per capire se è un argomento del quale possiamo parlare senza considerarlo una stupidaggine.

Capisco che il titolo potrebbe risultare un po’ fuori dagli schemi, ma nell’ultimo periodo mi è capitato, visto anche l’enorme interesse su questo argomento, di leggere articoli, libri e ricerche che parlano di Intelligenza Artificiale e BOT.

Siamo inondati da modelli di sessualità, non intesi come atto in sé ma come modello di attrazione tra due persone, alcuni esempi sono il pansexual e/o polisexual, bisexual, etero, ecc., più una serie di sottoinsiemi che definiscono elementi specifici di attrazione. A questi perché non possiamo aggiungere un modello AI-Sexual?
Proviamo a guardare oltre il blocco che abbiamo rispetto al fatto di considerare impossibile innamorarsi di qualcosa che non sia umano, nel senso di essere, uomo o donna che sia.

Abbiamo casi di persone che hanno chiesto di sposare la loro macchina, sì, la macchina su quattro ruote, oppure persone che convivono con bambole di gomme e si ritengono appagati perché hanno una ricambio nel “rapporto” con questi elementi. Possiamo dire che sono casi strani e rari, non li possiamo considerare perché non è possibile innamorarsi di oggetti inanimati e sono persone malate, ecc. ecc., ma se passiamo oltre a questo, perché non possiamo innamorarci di un elemento che anche se inanimato ci restituisce qualcosa o crediamo che lo faccia che ci rende felici?

Credo che il nostro futuro possa davvero essere simile al progetto di Kubrick raccontato in A.I. – Intelligenza artificiale, film del 2001 diretto da Steven Spielberg oppure a l’Uomo bicentenario tratto da un racconto di Isaac Asimov oppure alla trama di Ex Machina, già oggi accadono situazioni simili e vengono portate alla luce.
Benché non esista ancora un livello tecnologico che permetta realmente ad una macchina di “pensare” e capire realmente ciò che noi diciamo, esistono situazioni nelle quali utenti che parlano via chat con “qualcuno” generino una dipendenza o un’attrazione totale per chi sta dall’altra parte pensando sia una persona e non una macchina. Esistono BOT che sono più o meno in grado di dare risposte reali in base a come sono stati addestrati ma da qui a parlare di intelligenza artificiale c’è ancora un po’ di strada da fare. L’essere umano di base è semplice con esigenze semplici quindi è facile capire e prevedere un gran numero di queste esigenze, il problema è dare risposte a ciò che non viene considerato, questa sarà la vera rivoluzione dell’intelligenza artificiale.

Una vicenda recente portata alla cronaca è quella di un sito community dedicato a persone con problemi di insicurezza, di scarsa considerazione di se stessi che utilizzava questo sito per scambiarsi informazioni, per gestire i momenti difficili e così via. Ad un certo punto è stato inserito un BOT nel flusso di comunicazione con gli utenti perché avevano notato che le richieste erano molto simili quindi poteva aver senso. Per un certo periodo la cosa ha funzionato fino a quando qualcuno sì accordo che dall’altra parte non c’era una persona ma bensì una macchina. Questo è avvenuto per quello che dicevo prima, non siamo ancora ad un livello tale che una macchina possa sostituire una persona nella comunicazione in quanto alla macchina vengono “insegnate” delle cose ma oltre a quelle non è in grado di andare. Comunque, scoperto il BOT gli utenti di sono arrabbiati molto perché si sono sentiti traditi, aspettarsi che fosse una macchina a dargli sollievo durante i loro momenti di sfogo era troppo.
Un altro esperimento universitario, ha dimostrato che in un contesto di mille persone messe in contatto tra loro e via via sostituire le persone con BOT, senza ovviamente dire nulla, generava comunque soddisfazione da parte degli utenti e in alcune situazioni gli utenti si sono innamorati dei loro partner artificiali.

In questo momento il nostro modello sociale non può contemplare l’amore verso qualcosa di artificiale, se però dovesse accadere, e probabilmente accadrà, che robot e/o macchine senzienti vengano accettate come parte integrante della società, l’essere umano accetterebbe l’idea di potersi innamorare di qualcosa di non umano? Credo di sì.

Vedo ancora lontana questa svolta, per motivi tecnologici in primis, ma già oggi abbiamo situazioni che sempre più spesso evidenziano la fragilità dell’essere umano nelle relazioni, se la relazione è virtuale, ho la certezza che sarà sempre più difficile capire chi c’è dall’altra parte e il dramma sarà sempre il momento nel quale si scoprirà che chi è dall’altra parte del filo, non esiste come pesiamo noi.