Neutralità della rete

Non avevo ancora parlato dell’argomento, è ormai passata qualche settimana e come succede per la maggior parte delle cose, è caduto tutto nel dimenticatoio e quindi il problema non è mai esistito. Oggi parliamo di qualcosa di cui forse avete sentito ma che nella realtà non vi ha neppure sfiorato.

C’era in mezzo qualche squadra di calcio? Ad Amici tutto bene? l’Isola?… il resto non è importante.

Pochi americani (e non solo loro) hanno capito il problema, questo video lo spiega bene e dimostra che basta toccare le persone nel loro piccolo per fargli capire quando qualcosa è giusto o sbagliato.

 

Il governo Trump, tra le tante cose che poteva non fare, ha fatto quello che molti speravano che non facesse, ha cancellato la neutralità della rete, poi ha abbassato le tasse per i più ricchi, ecc. ccc. ma non perdiamoci in problemi più grandi di noi.

Neutralità della rete, di cosa si tratta. E’ semplice ma anche complesso se abbiamo una visione globale, Prima di ogni cosa, sembra un problema solo americano quindi non ci dovrebbe interessare ma di fatto la rete è mondiale quindi per riflesso ci cadiamo dentro anche noi.

La definizione esatta varia, ma viene ritenuta “neutrale”, dalla maggior parte dei sostenitori di questo principio, una rete a banda larga che sia priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano, cioè dal punto di vista della fruizione dei vari servizi e contenuti di rete da parte dell’utente finale.

La neutralità della rete può essere garantita attraverso un trattamento paritario dei pacchetti IP che la attraversano. Una rete neutrale non dà priorità differenziate ai diversi pacchetti, mentre una rete “non neutrale” sì. In base al principio di neutralità, gli internet provider non possono di proposito bloccare, rallentare o fare pagare differentemente l’accesso ai dati. (da wikipedia)

In breve, se io sono il provider di Netflix e adesso gli permetto di mandare in streaming i suoi video ad una velocità di 100, domani posso chiedergli il doppio di quello che paga adesso altrimenti lo farò andare a 50 rispetto al suo concorrente. Chi ha la rete, ha il potere di decidere chi può andare più veloce o più lento a seconda di quanto paga. La stessa cosa vale per noi utenti, il mio fornitore di connessione a Internet può decidere di farmi andare più piano o più veloce a seconda di quanto pago. Voi direte, da molti punti di vista è già così, ci sono servizi da 7MB e servizi da 20MB ed hanno due prezzi diversi, certo, ma adesso possono decidere che anche se hai 7MB fanno pagare di più se vuoi andare alla stessa velocità. Può sembrare una differenza sottile ma portata su grande scala può avere effetti pessimi dal punto di vista della concorrenza.

La net Neutrality che aveva messo in piedi Obama, non era perfetta ma dava a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, così facendo chi è più forte può decidere le sorti di chi propone un servizio.

Facciamo un esempio…
La società TRAMPCORP è possessore della connettività (il provider per intenderci), offre servizi di mail, chat, social network, ecc. Una nuova startup californiana, propone gli stessi servizi ma più efficaci, più semplici da usare che integrano meglio con la tua attuale infrastruttura e il suo provider è la TRAMPCORP. Prima di questo passaggio la TRAMPCORP avrebbe dovuto dare alla startup californiana l’accesso alla rete con la stessa velocità che usava lei, appunto per una questione di Neutralità della rete, oggi invece, la TRAMPCORP può decidere che i suoi servizi possono essere più veloci, con maggiore banda a disposizione della startup, senza per questo dover dare giustificazioni a nessuno.

Per fortuna da noi questo problema non esiste, abbiamo politici che si preoccupano della neutralità della televisione, dei giornali, della radio, dei fornitori di servizi telefonici, dei social network con le loro fake news, delle consociate che forniscono servizi e di molto altro ancora.

Noi sì che siamo fortunati.