E’ questa la geniale idea del presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega), in radio, ogni tre canzoni trasmesse, una deve essere di un autore italiano, di questo 33%, spiega il parlamentare, “il 10% dovrà essere dedicato ai giovani autori e alle piccole case discografiche”.

Foto di copertina: Alessandro Morelli (Foto LaPresse – Mourad Balti Touati)

Giorgetti ha a sua volta risposto che – visto che è una cosa che fanno anche in Francia, non c’è “nessuno scandalo”. Ultimamente non siamo in buoni rapporti con la Francia, però non importa, prendiamo solo quello che ci interessa, le cose “belle”.

“La vittoria di Mahmood all’Ariston dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica”, dice all’AdnKronos Morelli: “Io preferisco – aggiunge – aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese attraverso gli strumenti che ho come parlamentare”. “Mi auguro infatti che questa proposta – dice parlando del suo progetto di legge – dia inizio a un confronto ampio sulla creatività italiana e soprattutto sui nostri giovani”.

Adnkronos

In Italia abbiamo Radio per tutti i gusti, ogni radio ha un genere specifico, Radio Italia, come dice il nome stesso, On. Morelli, è SPECIFICA PER LA MUSICA ITALIANA, l’ascoltatore si sintonizza su quella che trasmette il genere che più gli aggrada. Non tutti gli italiani apprezzano la musica italiana per questo c’è varietà e scelta. Trovo giusto imporre queste scelte, la gente è stupida, non comprende la diversità, non possiede gusti, possiamo anche fare meglio, ogni 10 canzoni facciamo ascoltare “Fratelli d’Italia” e due volte al giorno l’inno della Lega.

Apprezzo poi l’impegno dei suoi colleghi deputati, Maccanti, Capitanio, Cecchetti, Donina, Fogliani, Giacometti, Tombolato e Zordan, vorrei però ricordare che… Sanremo 2019 lo ha vinto un italiano,
Alessandro Mahmoud, nato a Milano il 12 settembre 1992.

Al suo capo però piaceva Ultimo, forse questo ha fatto scattare la molla.

Ma se avessero vinto artisti come Marlene Kuntz, Carl Brave, Baby K, J-Ax, Fedez, Guè Pequeno, Coez o molti altri? forse un artista su tre dovrebbe avere il nome italiano? l’anno scorso che ha vinto Ermal Meta? Ah! no, era con Fabrizio Moro, questo ha dissolto l’effetto “non italiano”.

Se poi andiamo a curiosare meglio, le radio italiane nel loro palinsesto hanno già più del 50% di musica italiana, perché? perché mediamente gli italiani ascoltano musica italiana, quindi secondo la sua proposta, devono diminuirla?

Poi non paliamo dell’apporto alla vicenda del Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini:

“Il repertorio musicale va considerato come un patrimonio nazionale. Il settore musicale in Italia rappresenta un importante volano economico per il nostro Paese ed è una significativa fonte di occupazione, soprattutto giovanile” ha dichiarato il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini. “E’ perciò fondamentale favorire la crescita, lo sviluppo e il rafforzamento della nostra identità musicale. A questo scopo è quanto mai opportuna la proposta di legge dell’onorevole Alessandro Morelli che mira a riservare una quota obbligatoria pari al 30% di musica italiana all’interno di programmi radiofonici nazionali, con una percentuale del 10% destinato alla promozione dei giovani talenti”.

primaonline

Ma la SIAE e il suo direttore non ha interessi in tutto questo, si espone per una giusta causa.

Solo per la musica vale? e il resto non è patrimonio nazionale?

  • Ma dobbiamo leggere un libro su tre di autori italiani
  • Guardare un film su tre di un autore italiano
  • Apprezzare una foto su tre di un fotografo italiano
  • Usare un software su tre di uno sviluppatore italiano
  • Un sito su tre deve essere fatto con “Stampa di parole”
  • Un messaggio su tre deve essere inviato usando “Cinguettio” o “Faccia libro”

Ed io che continuo a pensare che abbiamo problemi più urgenti.